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CALDAIE A GAS SALVE: SALTATO IL DIVIETO DI COMMERCIALIZZAZIONE DAL 2029

La Commissione europea ha pubblicato in consultazione una nuova bozza di revisione del regolamento 813/2013/Ue, noto come Ecodesign, operando una decisa inversione di rotta rispetto al prospettato futuro delle caldaie a gas.

Fino a ieri infatti la prospettiva, basata sulla vecchia bozza del regolamento Ecodesign in circolazione dal 2023, era di uno stop totale alla vendita delle caldaie a gas a partire dal 2029, ma ora la nuova bozza del regolamento (in pratica un testo di natura tecnica che decide quali prodotti possono entrare nelle nostre case e quali no), è stata riscritta.

Il punto risiede nel  "limite minimo di efficienza stagionale", parametro tecnico degli impianti di riscaldamento portato a un livello talmente elevato nella revisione dell'Ecodesign che nessuna caldaia a gas, nemmeno la più moderna, avrebbe potuto raggiungere. In pratica lo standard di qualità mascherava un divieto, che avrebbe portato dal 1 settembre 2029 nei negozi solo pompe di calore o sistemi elettrici.

La nuova bozza ora abbassa il livello del limite minimo di efficienza stagionale, con nuovi standard più larghi che consentiranno ai produttori di continuare a vendere non solo le caldaie a condensazione, ma addirittura quelle tradizionali.

Dietro questo cambio di rotta si cela la presa d’atto che il mercato non può essere spento con un interruttore normativo senza offrire alternative praticabili (che in Italia vede vendite per oltre 900mila unità l’anno), e un probabile cambio di politica UE più morbida (e più avveduta) che continua a perseguire una transizione energetica ma guidata da incentivi e politiche nazionali che mirano a progressivi meccanismi di sostituzione. 

Rimane infatti in piedi la direttiva Epbd (conosciuta come case green) nella quale si fissa la prospettiva dell’eliminazione delle caldaie alimentate da combustibili fossili entro il 2040, che rappresenta un indirizzo politico verso cui i paesi membri devono orientarsi.

Per quanto riguarda l'ufficialità del testo, dopo la fase di consultazione che scade a Santo Stefano, il testo definitivo vedrà la luce nella prima parte del 2026. L’entrata in vigore è prevista due anni dopo la pubblicazione. Le nuove regole, più morbide, saranno operative tra la metà del 2028 e l’inizio del 2029.

 

 

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