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USO DEL CONTANTE: UNA SINTESI SULLE REGOLE ATTUALI

In Italia, il limite all’utilizzo del contante ha l’obiettivo di consentire la tracciabilità dei pagamenti e contrastare l’evasione fiscale e incide anche in materia di oneri detraibili. Il limite si applica non soltanto per i pagamenti tra privati per l'acquisto di beni e servizi, ma anche per i prestiti tra parenti. 

Nel 2025 è in vigore il limite di 5.000,00 euro per:

  • il trasferimento, anche con il ricorso a frazionamenti artificiosi, di denaro contante o di titoli al portatore in euro o in valuta estera effettuato a qualunque titolo tra soggetti diversi senza il ricorso a intermediari finanziari;
  • la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta da soggetti che esercitano professionalmente nei confronti del pubblico l’attività di cambiavalute.

 Rientrano nel limite di 5.000 euro:

  • le operazioni di trasferimento tra soggetti diversi, siano estranei o parenti (anche, ad esempio le donazioni e i prestiti anche all'interno della famiglia) e 
  • quelle legate ad operazioni frazionate (il trasferimento superiore al limite è comunque vietato se effettuato con più pagamenti di importo più basso rispetto alla soglia effettuati in momenti diversi).

I trasferimenti superiore al limite di 5.000,00 euro vanno eseguiti esclusivamente per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.

Sono inoltre previste deroghe  per la cessione di beni o la prestazione di servizi, entro il limite di 15.000,00 euro, effettuate da operatori del settore del commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo a persone fisiche a condizioni particolari.

Oltre alle regole generali di cui sopra bisogna ricordare che il limite dell’uso del contante è anche regolamentato, per diverse finalità, da altre norme, quali la legge di bilancio per il 2021 e quella per il 2025.

Per effetto della Legge di Bilancio 2020, a decorrere dal 1° gennaio 2020 i contribuenti sono obbligati a effettuare i pagamenti delle spese che danno diritto alle principali detrazioni IRPEF del 19% esclusivamente tramite mezzi di pagamento tracciabili, con l’unica eccezione dalle spese sanitarie per l’acquisto di medicinali, dispositivi medici e prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o private accreditate al SSN.

Sempre con l’obiettivo di limitare l’uso del contante, a partire dal 1° gennaio 2025, per effetto della Legge di bilancio 2025, se effettuate con metodi tracciabili, cioè con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento quali carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari:

  • non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i rimborsi delle spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto, effettuati mediante autoservizi pubblici non di linea (servizio di taxi e servizio di noleggio con conducente) (art. 561, comma 5, TUIR);
  • sono deducibili da reddito di lavoro autonomo le spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande e le spese per viaggio e trasporto, effettuati mediante autoservizi pubblici non di linea addebitate analiticamente al committente, nonché i rimborsi analitici relativi alle medesime spese sostenute per le trasferte dei dipendenti ovvero corrisposti a lavoratori autonomi;
  • sono deducibili dal reddito d’impresa, nei limiti previsti, le spese di vitto e alloggio, nonché i rimborsi analitici delle spese per viaggio e trasporto, effettuati mediante autoservizi pubblici non di linea, sostenute per le trasferte dei dipendenti ovvero corrisposti a lavoratori autonomi (art. 95, comma 3-bis, TUIR);
  • sono deducibili dal reddito d’impresa le spese di rappresentanza (art. 108, comma 2, TUIR).

Qui una tabella riepilogativa sull'uso del contante in Italia

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