AUTO ELETTRICHE CINESI: SUI DAZI DECIDERA' LA COMMISSIONE

Il voto del Comitato difesa commerciale del Consiglio UE, che avrebbe dovuto ratificare l’introduzione definitiva dei dazi sull’importazione di auto elettriche cinesi, è finito con un nulla di fatto: non è stata infatti raggiunta una maggioranza qualificata né a favore né contro la proposta della Commissione europea che, a questo punto, potrà decidere direttamente se approvare o meno la maggiorazione dei dazi.
Ora l’esito diventa incerto: se è vero che la proposta per l’applicazione di nuove tariffe doganali è partita proprio dalla Commissione, che sembrerebbe orientata a confermare i dazi (la decisione arriverà entro il 30 ottobre) è altrettanto vero che il massimo organo europeo non potrà non tener conto del voto del consiglio, che ha visto ben 17 Paesi membri su 27 votare contro o astenersi. Non a caso la stessa Commissione UE ha già fatto sapere che “i negoziati con Pechino proseguono“, lasciando aperta la porta per un accordo in extremis che eviti i nuovi dazi.
Tra i 10 Paesi UE che hanno votato a favore del via libera ai dazi aggiuntivi definitivi sulle auto elettriche cinesi ci sono anche Italia e Francia, i 5 Paesi contrari sono guidati dalla Germania (gli altri sono Malta, Slovacchia, Slovenia e Ungheria), mentre tra i 12 astenuti compare la Spagna.
In base all’ultima revisione, e se saranno confermati dalla Commissione europea, i dazi aggiuntivi sull’import nell’UE di auto elettriche prodotte in Cina (non solo da case cinesi ma anche da aziende occidentali che hanno aperto fabbriche nel Paese asiatico, come Tesla e molte tedesche), di durata quinquennale, sono così determinati. Le percentuali variano in base al grado di collaborazione durante le indagini:
- SAIC: 35,3%
- Geely: 19,3%
- BYD: 17%
- Tesla: 7,8%.