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L'UE CONTINUA A TENERE SOTTO ESAME I CONTI ITALIANI

Nel 2025 saranno dieci i Paesi Ue a rimanere sotto la lente di Bruxelles a causa degli squilibri macroeconomici o squilibri macroeconomici eccessivi – dunque più preoccupanti. E’ quanto emerge dal rapporto della Commissione europea. L’Italia fa parte del gruppo di Stati, ora salito a 10 con l’inserimento dell’Estonia. Gli altri Paesi sono Cipro, Germania, Grecia, Ungheria, Olanda, Romania, Slovacchia e Svezia. Nel luglio di quest’anno, su proposta della Commissione, il Consiglio aveva preso nota che in Italia – e anche in Grecia – si riscontravano squilibri ‘dopo essere stata identificata con squilibri eccessivi nel 2023’. Nonostante la posizione migliorata, rimane, dunque, sotto l’analisi comunitaria. “Resta la preoccupazione per l’alto debito pubblico nel contesto di bassa produttività e bassa crescita potenziale oltre al fatto che ‘nonostante progressi significativi la continuata interconnessione tra debito sovrano e settore bancario costituisce un rischio di interazione negativa’ dato che ‘l’esposizione delle banche al debito sovrano nazionale e’ significativo e tra i più elevati dell’area euro”, rileva la Commissione. Bruxelles punta i riflettori anche sul mercato del lavoro. Nonostante l’Italia abbia raggiunto livelli di occupazione record, il Sud e le Isole rimangono ancora molto indietro, mentre la scarsa partecipazione di donne e giovani rappresenta una sfida. Nel dettaglio, mentre il tasso di occupazione in Italia ha raggiunto livelli record del 66,3% nel 2023, nonostante un rallentamento della crescita economica, è ancora 9,0 punti percentuali al di sotto della media Ue e “debole ma in miglioramento”. In particolare ritardo il sud, con un tasso di occupazione del 52,5% e nelle isole, al 51,5%. Anche se il tasso di disoccupazione (7,7%) e la sua componente di lungo periodo (4,2%) sono diminuiti nel 2023, rimangono tra i più alti dell’Ue, in una situazione rispettivamente “da tenere d’occhio” e “critica”. Anche il divario occupazionale di genere presenta una “situazione critica”, con 19,5 punti percentuali nel 2023, più del doppio della media Ue, e senza miglioramenti significativi nell’ultimo decennio. La Commissione evidenzia quindi come, per l’Italia, la scarsa partecipazione al mercato del lavoro, in particolare delle donne e dei giovani, rimane una sfida importante alla luce della pressante sfida demografica. L’Italia rimane tra i “migliori risultati” per quanto riguarda il divario occupazionale dei disabili.

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