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COSTRUZIONI: DEBOLE RIPRESA STIMATA IN EUROPA DAL 2025 (DOPO UN BIENNIO DI SEGNI MENO)

Le nuove stime sulla dinamica del settore delle costruzioni in Europa (presentate a Milano in dicembre) delineano un quadro instabile ma in miglioramento. Dopo una contrazione dell’output settoriale del -1,3% nel 2023, il 2024 si chiude a -2,4% e sarà così l’anno peggiore per le costruzioni dalla pandemia, ma segnerà il passaggio verso una nuova fase, di crescita modesta: nel 2025 l’output aumenterà dello 0,6%, per consolidare il ritmo espansivo nei due anni che seguono, sebbene rimanendo sotto il 2% (+1,8% e +1,7% rispettivamente nel 2026 e nelle prime proiezioni per il 2027).

Un segnale di timido ottimismo, soprattutto se si considera che l’attuale quadro è stato rivisto leggermente al ribasso rispetto alle stime estive.

D’altra parte il quadro economico è molto debole, la dinamica del PIL è stata rivista al ribasso in molti paesi europei rispetto alle previsioni della scorsa estate, impattando sulla fiducia general e quindi su una domanda più fiacca. Sebbene la politica monetaria sia tornata ad essere accomodante, le condizioni finanziarie per famiglie e investitori sono ancora rigide in numerosi paesi. La persistenza di fattori esterni generali (come la guerra in Ucraina), e di altri con peculiarità nazionali (livelli ancora alti di tassi di interesse e costo energia, costo del lavoro in aumento in molti paesi) continua a frenare l’attività di costruzione e i piani di investimento. A questo si aggiunge l’effetto di un probabile cambio di rotta della politica commerciale statunitense che potrebbe aumentare il clima di incertezza sul futuro sviluppo macroeconomico globale.

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