AUTO: SLITTA L'EMENDAMENTO SULLA FLESSIBILITA' DELLE MULTE PER SFORAMENTO CO2

Secondo quanto ricostruito da fonti autorevoli, proprio in dirittura d’arrivo sarebbero sorte discussioni interne al massimo organo esecutivo della UE, che avrebbero determinato il rinvio del provvedimento. Non è chiaro cosa sia accaduto, ma da quanto filtra per Bruxelles il dossier automotive è molto “delicato” e le tensioni geopolitiche “non aiutano“.
L'approvazione della modifica era prevista per il 25 marzo, tramite una specifica proceduta scritta e al momento, non ci sarebbero nuove date per l'adozione della proposta, che potrebbe comunque avvenire in tempi brevi.
L’annuncio del rinvio ha sollevato ovvia preoccupazione tra le case automobilistiche, ed è paradossale che una delle poche misure del Piano auto dell’UE considerate soddisfacenti dall’industria sia già stata messa in discussione senza peraltro fornire dettagli su ragioni e tempistiche.
Brevemente si ricorda che la normativa europea (REG.TO UE 2019/631) prevede che le vendite complessive di ciascuna casa automobilistica nell’Unione Europea non debbano superare annualmente un limite medio di emissioni di CO2, pena l’applicazione di salatissime multe: 95 euro per ogni grammo eccedente il limite moltiplicati per ogni auto venduta. Quindi un grammo per chi vende un milione di auto diventa una multa di 95 milioni, due grammi eccedenti costano 190 milioni ecc.....
Tale soglia era di 115,1 g/km di CO2 (ciclo WLTP) fino al 2024, ma a decorrere dal 1° gennaio 2025 si è abbassata del 15% scendendo a soli 93,6 g/km di CO2 (poi calerà ulteriormente a 49,5 g/km nel 2030).
Al tempo stesso è previsto un sistema di ‘crediti’ per le case auto che, nell’anno, superano il 25% di auto vendute elettriche o plug-in hybrid (0-50 g/km di CO2) sul totale delle immatricolazioni, percentuale che scende al 17% per i veicoli commerciali. Il raggiungimento di questo target del 25% (o 17%) riduce proporzionalmente gli obiettivi di emissioni fino a un massimo del 5%.
Dal 2020 al 2024 le case auto se la sono più o meno cavata, potendo sfruttare una serie di ‘scorciatoie’ tra cui l’acquisto di crediti dalle aziende più virtuose, che comunque ha un costo molto elevato. Da quest’anno, però, rientrare nei limiti di CO2 è molto più difficile e potrebbero non bastare neppure le cosiddette scorciatoie.
L'emendamento atteso e slittato prevedeva la modifica al Regolamento per calcolare su tre anni (2025-2027) e non più su uno il rispetto del limite di flotta medio dei 93,6 grammi di CO2 per chilometro entrato in vigore il 1° gennaio, compensando eventuali deficit in uno o due anni con i risultati migliori degli altri anni.