SPID: SI VA VERSO LA SUA PROGRESSIVA ELIMINAZIONE A FAVORE DELLA CIE?

Da quanto si apprende dalle comunicazioni fatte lo scorso 6 luglio in Commissione parlamentare per la semplificazione, nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative nei rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione, viene confermata e ufficializzata l’intenzione di spegnere progressivamente lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale oggi impiegato da oltre 40 milioni di italiani per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.
L'attuale Governo ha scelto di puntare sulla carta di identità elettronica (CIE). Si sostiene che: è la più sicura in assoluto (è a un livello 3 come viene richiesto anche da tutti i processi eIDAS in corso a livello europeo) ed è emessa dallo Stato (attraverso l’Istituto Poligrafico e Zecca), senza passare dal coinvolgimento di realtà private.
Alla radice del problema c’è (anche) il mancato trasferimento di 40 milioni di euro, stanziati formalmente nel 2023 attraverso un decreto governativo per sostenere economicamente i gestori dello SPID, mai effettivamente erogati.
A luglio inoltre scade la convenzione triennale siglata tra lo Stato e i gestori dell’identità digitale, un accordo che regolamenta le condizioni operative ed economiche del sistema. Qualora non venisse accompagnato da garanzie finanziarie certe, a breve i gestori potranno così continuare a offrire un servizio in perdita oppure scaricare i costi sugli utenti finali!
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